CHI SIAMO

STORIA, ORGANI E STATUTO

Fortemente voluta dalla famiglia, la Fondazione nasce nel 2003 con l’intento di promuovere la crescita culturale, sociale e imprenditoriale del territorio. Figura determinante per lo sviluppo economico di Porcari, Giuseppe Lazzareschi ha improntato la sua vita privata e la sua attività imprenditoriale su valori come onestà, rispetto e lealtà e, grazie alle sue grandi capacità intuitive e lungimiranti, è stato sempre sensibile anche alle problematiche ambientali e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Presidente: Lorenza Magazzini

Consiglio di Amministrazione: Luigi Lazzareschi, Leonardo Fornaciari, Massimo Girolami, Riccardo Giannoni 

Sindaco Revisore: Gianfranco Del Grande

Direzione: Cristina Lazzareschi

Assistente Direzione: Monica Arena

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Fondazione Giuseppe Lazzareschi

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Questi sono anche i principi che fin dall'inizio animano l’attività della Fondazione la cui sede, un suggestivo edificio di architettura contemporanea, volutamente trasparente, leggero e aperto al futuro, ne è concreta espressione. La Fondazione, con la collaborazione del Comune di Porcari, è subito diventata un luogo pubblico, a disposizione della comunità, punto di riferimento per tutte le realtà che operano sul territorio. Motore unificante per la crescita e la valorizzazione del patrimonio culturale, sociale e imprenditoriale, la Fondazione, in questi primi dieci anni si è impegnata a realizzare mostre, eventi, convegni e fiere coinvolgendo, con un approccio mai troppo esclusivo e specialistico,un pubblico sempre più ampio e affezionato.

sede

CULTURA
La vivacità culturale ha da sempre caratterizzato la realtà sociale di Porcari, favorendo la crescita del paese e la formazione di un’identità sempre più solida. Di pari passo, la ricchezza di riferimenti storici di ogni epoca, molti ancora da scoprire, è ben rappresentata dall’incredibile patrimonio che copre un arco di tempo e giunge fino a noi, dai villaggi dell’età del bronzo alle fattorie romane di Fossa Nera, dalle tracce del castello medioevale alle case di corte. La Fondazione si propone come motore unificante per la promozione e la valorizzazione del Patrimonio in tutti i suoi aspetti.

MISSION

FONDAZIONE E...

TERRITORIO
Ecologia è prima di tutto qualità della vita, perché la vita degli uomini, in un mondo più pulito, cresce più sana e dura più a lungo, proprio come quella delle imprese. Prestare attenzione all’ambiente è oggi un dovere sociale ed anche una sana politica aziendale. Perseguire uno sviluppo sostenibile è la sfida che segna la divisione fra la vecchia e la nuova imprenditoria. Scelta di materie prime ottenute con processi ecologici, consumi di acqua contenuti al minimo, scarichi controllati in atmosfera, coogenerazione di energia elettrica dal metano, ambiente di lavoro vivibile, prodotti con bassa incidenza di imballaggio da smaltire, privilegio della ferrovia per i trasporti a lunga percorrenza. Questa è qualità nel lavoro, questa è qualità della vita.

SOCIALE
Promozione ed attenzione alla Persona in tutte le sue dimensioni: dal rispetto, all’amicizia, alla riscoperta di tutti quei valori che fondano una società civile. Il livello di solidarietà sociale è un indicatore fondamentale del grado di maturità e di benessere di una società e viene promosso e raggiunto dalle numerose associazioni di volontariato che costituiscono il valore aggiunto del nostro territorio.

SPORT
Mens sana in corpore sano: la classica frase racchiude in sé un concetto semplice, estendibile all’intero corpo della società; lo sport è un momento di impegno fisico e di salute, ma anche di confronto, di partecipazione e di integrazione, determinante per la formazione di una coscienza di solidarietà e di costruzione di una società civile.

SEDE

PALAZZO DI VETRO

Situato nella piazza più importante del paese, l’edificio è insieme commemorativo di un personaggio e fulcro sociale e culturale della comunità di Porcari, in provincia di Lucca. La costruzione è stata realizzata nell’arco di soli sei mesi e questo testimonia l’impegno, progettuale ed organizzativo di tutti i soggetti coinvolti. L’idea generativa della Fondazione Lazzareschi è stata quella di realizzare un volume astratto e leggero, in parte trasparente, un’architettura che racchiude all’interno gli spazi espositivi filtrati da una luce diffusa e mutevole. Anche la pianta è studiata nel rapporto con gli edifici esistenti e segue il miglior orientamento solare per evitare l’eccessivo surriscaldamento delle facciate. La forma assunta è romboidale e non presenta ingombri interni, a parte il corpo scale in ferro verniciato, aperto sugli spazi espositivi, i servizi e l’ascensore. Particolare attenzione è stata posta nello studio degli allestimenti interni, caratterizzati da pannelli in legno di faggio, per mostrare le opere sia pittoriche che scultoree. Nel piano interrato sono posizionati gli spazi di servizio, l’archivio e gli uffici con una sala riunioni, che necessitano di caratteristiche ambientali interne più stabili. Al piano terra è ospitata la sala conferenze, che si rapporta così maggiormente con la città, mentre il primo piano contiene lo spazio espositivo. La semplicità delle forme del fabbricato nasconde all’interno la struttura tecnologica studiata per sorreggere le lastre di vetro temperato ed i rivestimenti interni che nascondono la struttura dei solai e del corpo dei servizi. La struttura portante, posizionata internamente rispetto al rivestimento vetrato, è in pilastri di calcestruzzo gettato in opera in casserature metalliche tubolari di diametro 177,8 mm e spessore 7,8 mm, che vengono conservate dopo il getto e diventano collaboranti con la struttura. I profili metallici, a cui si attacca il sistema di bloccaggio del vetro, sono stati successivamente resinati esternamente in modo da ottenere lo stesso colore superficiale della pavimentazione interna. La struttura del solaio è formata da travi principali in profilati IPE 450, secondarie IPE 180 e lamiera grecata di spessore 8 – 10 mm del tipo HI BOND a55p600. L’attacco a terra dell’edificio avviene tramite piatti di separazione in acciaio, che formano una C aperta verso l’esterno su cui si innesta il marciapiede in tavolato di legno, ventilato alla base. La sistemazione esterna è stata costruita nel rispetto della Piazza Felice Orsi e del contesto urbano, utilizzando la pietra di Matraia come finitura dei percorsi che si uniscono e si plasmano con lo spazio pubblico esistente. I dettagli tecnici presentati sottolineano come la tecnologia e l’uso dei materiali siano stati gli strumenti di una progettazione attenta e consapevole, che anche alla piccola scala di intervento è capace di rimodellare lo spazio urbano e di creare un interessante esempio di architettura contemporanea. Il vetro temperato, opacizzato tramite serigrafia di colore giallo ral 1015 nella parte bassa per arrivare alla trasparenza totale nella parte alta, ha spessore di 12 mm ed è posto nella parte esterna del vetro camera stratificato, di spessore totale 26 mm. La staffa di acciaio di sostegno del rivestimento vetrato ha spessore 15 mm ed è agganciata tramite dima inserita all’interno della struttura portante.

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Negli angoli la struttura di rivestimento esterno è retta da montanti verticali in alluminio di forma curva su cui, in corrispondenza del corpo scale, si innesta un ulteriore rivestimento vetrato temperato stratificato, agganciato al montante tramite avvitatura e guarnizione interna. L’ingresso, elemento espressivo del prospetto, è aggettante rispetto al filo esterno ed è realizzato tramite una deformazione geometrica della facciata vetrata, che si piega ad angolo retto per creare lo spazio di accesso. La stabilità è garantita da rinforzi perpendicolari alla superficie e dall’incastro rigido alla struttura del solaio controterra in calcestruzzo. Il davanzale superiore, una veletta in vetro a sbalzo, è l’unico elemento di chiusura orizzontale dell’edificio, per il resto caratterizzato dalla partitura strutturale verticale; è costituito da un vetrocamera stratificato con acquatura a pendenza interna, agganciato al pilastro in calcestruzzo tramite un profilo in acciaio. La ventilazione è garantita da una griglia in lamelle di alluminio, lo scolo delle acque avviene tramite scossalina sempre in alluminio mentre il manto di impermeabilizzazione è in cloruro di polivinile. Il parapetto è in calcestruzzo armato; il nodo con la struttura portante è risolto tramite un tondino in acciaio di diametro 10 mm e una piastra ad L di dimensioni 60 x 30 x 10 mm. Il ricambio dell’aria è reso possibile dalla presenza sulla copertura di dieci lucernari dalla forma conica e dall’impianto di condizionamento con aria primaria. I lucernari garantiscono l’illuminazione e l’areazione naturale dei locali grazie ad un infisso apribile tramite un pistone idraulico esterno. Il loro rivestimento interno è in laminato di acero e il controsoffitto è del tipo Top – akustik.

Giuseppe-Lazzareschi

Giuseppe Lazzareschi nasce a Porcari il 30 dicembre 1935 da Luigi Lazzareschi e Giulia Da San Martino. Secondogenito di quattro fratelli vive la sua giovinezza in una famiglia con un buon livello sociale ma, per lo stile dei tempi, con un tenore di vita improntato alla più stretta parsimonia.

Di natura estroverso, intraprendente e ottimista acquisisce, dalla famiglia prima e dalla scuola poi, il senso del valore delle cose, dell’onestà, della rettitudine, del rispetto e della correttezza verso gli altri.

Valori che lo accompagneranno per tutta la vita.

GIUSEPPE

LAZZARESCHI

Terminata la scuola collabora per un breve periodo con il padre nelle attività commerciali di famiglia, ma ben presto insieme al fratello dà inizio ad un’attività di produzione di sacchetti in carta per la quale si interessa anche del reperimento delle materie prime e della commercializzazione. Per questa attività di produttore di sacchetti di carta frequenta la zona di Villa Basilica, all’epoca sede di molte piccole cartiere, dove stringerà seri rapporti di collaborazione e amicizia con i cartai locali e dove conoscerà Emi Stefani con il quale decide di iniziare un’attività in un settore nascente: la carta igienica. Nel 1966 nasce quindi la Cartiera Stefani e Lazzareschi e l’entusiasmo di questa prima vera ed importante attività imprenditoriale non fa sentire neppure la fatica di lavorare manualmente fianco a fianco ai propri collaboratori.

Dopo i primi tre anni di intenso lavoro, i debiti completamente pagati, Lazzareschi e Stefani anziché accontentarsi dei risultati ottenuti, decidono di rimettere tutto in gioco investendo in una nuova azienda, moderna e di alta produttività, in un luogo con ampi spazi e con vie di comunicazione più importanti. Nasce a Porcari la Fine Paper, una delle prime aziende che ha contribuito alla crescita economica di questo comune della provincia di Lucca, all’epoca sostanzialmente agricolo.

Da allora l’attività di investimento non si é più arrestata e nel gruppo, intanto cresciuto di altre due aziende la Delicarta e la Soffass, oltre alle attività inerenti le cariche sociali, Giuseppe si occupa in prima persona dei nuovi investimenti tecnologici e dei grandi acquisti di materia prima e segue da vicino i suoi collaboratori nelle attività produttive e commerciali. Dotato di grandi capacità intuitive, organizzative e imprenditoriali, riesce ad instaurare un rapporto diretto e personale con i collaboratori, rapporto che oltrepassa quello di lavoro creando legami confidenziali. Con un comportamento umanitario e la presenza continua nei luoghi di lavoro, senza distinzione di settori gerarchici, crea un modello organizzativo socialmente avanzato che evita conflittualità esasperate. Sempre presente, attivo e disponibile diventa un punto di riferimento per tutti trasmettendo il suo spirito imprenditoriale, volto all’ottimizzazione dei tempi e delle risorse; una linfa che ha fatto diventare Sofidel il gruppo più importante nel suo settore in Italia e che in Europa lo colloca nelle prime cinque posizioni. La sua attività non si limita solo agli aspetti industriali. Per le sue capacità imprenditoriali la Cassa di Risparmio di Lucca dal 1990 lo chiama a far parte dei soci onorari. Poco prima della sua prematura scomparsa, avvenuta il 21 novembre 1993, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro lo nomina Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.
Nel 1997 l’Amministrazione Comunale di Porcari, con l’intento di manifestare un particolare riconoscimento di merito ai propri concittadini che si sono distinti nei vari settori della vita economica e sociale e che hanno contribuito alla crescita civile del paese, conferisce alla memoria di Giuseppe Lazzareschi l’onorificenza denominata"Torretta d'oro”.

AMMINISTRAZIONE

TRASPARENTE

In questa sezione, in corso di aggiornamento, verranno pubblicate le informazioni richieste dalla vigente normativa in materia di trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati o partecipati dalle pubbliche amministrazioni (D. lgs 33/2013). La Fondazione Giuseppe Lazzareschi è un ente di diritto privato controllato dal Comune di Porcari.

ORGANI:

Presidente MAGAZZINI Lorenza
Consigliere FORNACIARI Leonardo
Consigliere GIROLAMI Massimo
Consigliere LAZZARESCHI Luigi
Consigliere GIANNONI Riccardo
Sindaco Revisore DEL GRANDE Gianfranco

Direzione LAZZARESCHI Cristina
Assistente Direzione ARENA Monica

Compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica: nessun compenso.
Importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici: nessun rimborso.

Al link di seguito è possibile visionare la tabella dei contributi pubblici ricevuti dalla Fondazione Lazzareschi nel corso del 2018:  Contributi2018.pdf

 

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